saziami, e di baci straziami


"Free your mind and your ass will follow"


sabato, aprile 05, 2008

lovesong for a vampire.
oggi, dopo 9 ore di sonno terminate alle 13.39, ho indossato la salopette nera senza tirarmi su le bretelle, sotto ho messo una maglia nera su cui è scritto rockstar, sopra una felpa marrone con la quale ho dormito a cardiff e, intorno al collo, una sciarpa violetta.
poi mi sono tirata una spazzolata su un lato random della capigliatura e poi ho pensato di smetterla perchè niente è più fashion dei miei capelli appena alzata e basta passarci la mano che mi rovino la piega, poi mi sono non lavata la faccia e, sul trucco del giorno prima, mi sono passata la matita nera negli occhi.
mi sono guardata allo specchio per vedere cosa era venuto e ho pensato 'cazzo, a 17 anni non mi struccavo proprio per ottenere questo effetto il mattino dopo. per andare a scuola. sempre stata troppo in anticipo sui tempi'. e poi 'è un reverse engineering'. e poi 'pazza'.
ho non bevuto il latte e caffè. ho imboccato un gianduiotto. ho non bevuto nemmeno un sorso d'acqua.
poi ho preso gli occhiali da sole, e sono andata in giro così.
libera per il mondo.
superhero in disguise.
this morning.


secreto da Ossignore | 05/04/2008 18:42 | | popup-commenti (36) and perma-commenti (36)

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mercoledì, aprile 02, 2008

one thing that makes me happy.
è pensare che tra un trecentinaio di anni (abbondante) queste mani, queste ossa e questo sangue saranno ancora terra su cui cresce erba e sali minerali e carbonio e azoto e quanto altro in un posto dove gli uccelli fanno i nidi e covano le uova. mi piace pensarmi parte di tutto questo, agglomerata solo per un istante con l'unico scopo di godere di quanto è bello tutto il creato. e poi ritorno ciclo. elemento. mi faccio pane, acqua, terra, polvere, stella. energia.


secreto da Ossignore | 02/04/2008 15:49 | | popup-commenti (7) and perma-commenti (7)

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martedì, marzo 25, 2008

come piovesse.
è un mantra infinito di cui non mi riesco a liberare, come una preghiera di una grazia che invochi in un santuario pieno di disperazione che ha trovato la speranza mentre tu hai l'inferno nel cuore e non vedi che la perdita e la distruzione. ci si rivolge a dio quando si è disperati e quando si è in contemplazione del sublime. e poi la vita prende il sopravvento e ti rendi conto che una giornata di sole è una giornata di sole qualunque cattiveria tu abbia subito, qualunque tramonto tu abbia bevuto, qualunque stella ti abbia attraversato lo sguardo fermandosi nella caduta sul tuo capo.
c'è una sola grazia di dio che può essere ricevuta senza timore di non poterla gestire, ed è la forza.


L'ultimo cielo
È dentro di me
E mi riscopro
Più anima che uomo

Nasce dall'emozione
Nuova armonia
Tempo che fugge
Svanisce e non mi distrugge

Ed è subito sera
Un tramonto più ad est

Primavera di mare di vele nel sole e il profumo di te
E sarà amore..
L'immenso respiro che è in noi
Quando siamo infiniti e sublimi

L'ultimo cielo
È quello più grande
Spande passione
E un nuovo senso di me

Ed è subito sera....

Quando siamo infiniti e sublimi

E sarà amore...
L'immenso respiro che è in noi
Quando siamo infiniti e sublimi
E noi siamo infiniti e sublimi
Noi siamo infiniti e sublimi


secreto da Ossignore | 25/03/2008 18:13 | | popup-commenti (9) and perma-commenti (9)

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lunedì, marzo 17, 2008

the green fairy who lives in absinthe wants your soul. but. you are safe with me.
io, per esempio, da quando ho visto il film mi sono innamorata in un colpo solo di gary oldman, di dracula e dell'accento ungherese. da allora sono in cerca di un vampiro con i capelli fulgidi e gli occhi verdi e vestiti fighissimi con 20cm di senso morale.
20. centimetri. di senso morale.
uno che fa diamanti delle mie lacrime.
uno che combatte con coraggio e non si arrende.
e un cuore che non smette di battere mai.


secreto da Ossignore | 17/03/2008 23:34 | | popup-commenti (27) and perma-commenti (27)

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giovedì, febbraio 21, 2008

voooglio una degna sepolturaaaaa, una urnaaa duraturaaaa che mi preserverààà dall'umiditàààààà.
E c'e' qualcosa nell'aria che mi dice che io periro'.
O presto o tardi lo so che accadra'
ma la cosa non mi turba, ho un solo desiderio:
voglio una degna sepoltura
quando la morte verra' e mi ghermira',
una tomba linda e duratura
che mi preservera' dall'umidita'.
Ghermira'. Hu hu hu hu.
Seguono per i piu' colti alcuni brani tratti da
"I sepolcri" di Ugo Foscolo:

"Sol chi non lascia eredita' d'affetti poca gioia ha dell'urna".
Urna urna uuh, uuh; mettimi nell'urna urna uuh.
(tanto non la capisce. nessuno.)


secreto da Ossignore | 21/02/2008 00:58 | | popup-commenti (36) and perma-commenti (36)

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sabato, febbraio 16, 2008

dio.
potrei uccidere in questo momento per una cocacola ghiacciata frizzante con una fetta di limone e i cubetti di ghiaccio. me la berrei senza respirare fino a che le bollicine non mi martellano le tonsille e me la sento fuoriuscire dalle orecchie. a garganella. nel gargarozzo. whatever. una cocacola ghiacciata.
e poi volevo dire una cosa.
i wish you love, i wish you heaven. i wish you heaven :)!


secreto da Ossignore | 16/02/2008 02:50 | | popup-commenti (5) and perma-commenti (5)

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domenica, gennaio 06, 2008

hallelujah.
certe volte penso solo che vorrei che niente fosse accaduto, e tutte le volte che lo penso penso che in verità non è accaduto niente. il passato non esiste e il futuro ancora non c'è, e allora cosa c'è. ci sono i miei desideri e ci sono i miei pensieri, e penso che vorrei una distesa di sabbia e un clima mite che non ti morde e non ti rattrappisce. un clima che ti rende dolce e che ti scioglie e che mi permette di  versare, come una clessidra, sul tuo petto, la sabbia che accarezza i nostri piedi, la sabbia che giace sotto il mare, la sabbia dorata piena di cristalli di mica, che brilla nel sole ed è nera senza la luce. vorrei la sabbia scaldata dal calore della mia mano versata sulla tua pelle, come una carezza millesimale, un soffio di mille parole, il contatto veloce dei milioni di sguardi e delle miriadi di promesse che guardandoci uno negli occhi dell'altro ci siamo scambiati in tutti i giorni che abbiamo passato insieme. vorrei che tutto scorresse leggero o lieve come il riso argentino dei bimbi e piano piano facesse il peso della terra che ci porta, vorrei che ogni granello fosse quel ghigno di dolore e quel ghigno di orrore che ogni sogno infranto infrange e spezza in milioni di cristalli morti pronti a giocare nel vuoto, e vorrei riempire quel vuoto di respiri veloci, sempre più veloci, sempre più affannati fino a che non si raggrumano in un cumulo di sangue che vive, fino a che non si coaugulano in un urlo di amore e di pienezza e di risate. senza nemmeno una parola ti accompagno sulla sponda e ti bagno come spuma le dita dei piedi fino a che nel tubo che digerisce l'anima e che digerisce il cuore e che ha preso il posto di ogni cosa si accenda una luce, come quella verde negli stomaci di alcuni di quei pesci che dicono abissali, dalla carne tenera e buonissima. mostri turpi e tremendi, buoni da mangiare. con la luce nella gola.
giona e la balena. dimenticarmi che io sono ismaele e che io sono pinocchio. dimenticarmi del richiamo che sento nel vento e nell'odore del mare e di tutte le stronzate che dici e che non pensi e la confusione che ti strozza la gola e che ti assale e illumina di niente il tuo dire amore amore amore, amore mio ancora.
non vedere altro che una finestra illuminata in un gomitolo di strade e il mio reggiseno appeso su una sedia, accanto alla cintura lasca nei tuoi pantaloni, vuoti.
ogni giorno, ogni singolo giorno, il mondo è un foglio vuoto. da disegnare.
e l'orizzonte che ho negli occhi è il mio.

Maybe I've been here before
I know this room, I've walked this floor
I used to live alone before I knew you
I've seen your flag on the marble arch
love is not a victory march
It's a cold and it's a broken hallelujah

 


secreto da Ossignore | 06/01/2008 02:16 | | popup-commenti (45) and perma-commenti (45)

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sabato, dicembre 22, 2007

libertà e perline colorate.
a giovanni, quello del post sotto, gli piacevano le mazzencolle e le capesante. di nome e basta, però, perchè di fatto non ne mangiava.
'sono così maschio che il pesce non lo mangio manco morto ammazzato nel piatto', diceva. e tutte le volte mi pareva facesse lo sguardo del pazzo.
una volta è stato un mito.
mi ha portato fino in culo al cimitero degli inglesi per vedere gli ultimi eredi di shakespeare. una salita che non finiva più e in cima al cocuzzolo una tipa coi riccioli neri accompagnata da un cane trasmigrato nel corpo di un vitello: i guardiani del cimitero.
a giovanni la salita gli faceva un baffo - di dalì più che altro dato che fumava le camel light 100's in quota pacchetti due pro die prima e dopo e nonostante i pasti - e trotterellava ansimando e disquisendo. io, invece, tra me e me, contavo i segni dell'infarto.
'no perchè tu non sai' - ed io nella mia testa: 'ecco' - 'non sai che qui c'è sepolto un altro stronzo insieme ad una stronza, ma di quelli famosi che liz taylor ci ha pure fatto un film e virginia wolf ci ha scritto una biografia e l'ha chiamata "flush", dal nome del cagnolino della tipa che è anche il narratore della storia'. e io, ad alta voce: 'pure il mio gatto deve scrivere la mia storia. flush come il verbo dello scarico del cesso?' e lui 'si, brava, è una razza di cane', e io ridevo.
giovanni è sempre stato un ragazzo simpatico, alla fine.
'e insomma, praticamente era l'epoca di byron, quello col piede caprino che è andato a morire in guerra in grecia prima di indossare la divisa' e io 'giovà, lo so, club foot' e lui 'si, zitta. e insomma lei era una cessa coi pedali e lui, dice, un topo della madonna. pare che lei fosse la prima figlia di altre figlie e il padre, dato che era l'unica intelligente, se l'era chiusa in casa e dicendo che era cessa e malata non se la prendeva nessuno e quindi era destinata a badare a lui, e sul "badare" capiscìammè'. e io 'si giovà, sto zitta solo perchè è salita verticale e quindi muoio e NON ti lascio niente', e lui 'bene. siamo pure in un cimitero. fai le corna e toccati chè magari ci vede qualcuno' e io 'giovàààà' e lui 'ah ah ah'.
insomma, riprende e fa: 'insomma, sta tipa disgraziata prigioniera del padre intelligente lo era veramente, e ha fatto come hai fatto te, e cioè si è messa a scrivere e si è aperta un blog. ovviamente all'epoca il blog era un giornale a tiratura nazionale. e lei prende e ci comincia a scrivere poesie. per fartela breve scrive di qua e scrive di la. il topone di cui prima, che era pure lui un rinomato poeta, si interessa alla tipa e le comincia ad inviare acuuute osservazioni sui suoi scritti via corrispondenza. le email e i messaggi privati, praticamente'. al che io: 'giovà, ti seguo sempre eh, non c'è bisogno che mi traduci' e lui 'si ma magari ci stanno facendo un'intercettazione ambientale e poi non voglio che i poliziotti si annoiano, anzi se mi sentite, poliziò: gùgol, scritto g-oo-gle con due ò all'inizio. quando non capite che vuol dire imèil andate là che ve lo spiega lui. oddio, secondo te gli devo pure spiegare come si usa google?' e io 'giovà, lassù c'è un cane, se non la smetti ti indico col dito e faccio il gesto dell'iguana' e lui 'sarebbe a dire?' e io 'sarebbe a dire azzanna la coscia di questo coso qua'.
'si vabbè, ma tu non stai attenta'
'ok sto zitta, e vai avanti, tanto come finisce lo so già ma a quello che ci intercetta gli interrompi un'emozione'
'vabbè. insomma iniziano a scriversi e, come in tutte le storie di adesso fra blogghers, si innamorano. lui le va a casa, le dice "io t'amo" e lei "cazzo che copione, pure io" e lui va dal padre a chiedere la mano. ovviamente, pausa di suspence, il padre va nei pazzi e dice "nooo mia figghia nun te la doo", lei li capisce che non è che doveva stare a casa perchè non se la pigliava nessuno dato che uno che se la voleva prendere c'era, e quindi dice al padre sai icchè, scappo"
'elope si chiama: la fuitina'.
'vedo che sei informata sui fatti'
'infornata si dice'
'non interrompere che poi non si capisce più niente e il lettore distratto si confonde tra chi sono io e chi sei tu'
'io non sono peloso'
'io nemmeno, continuo?'
'vai'
'ecco, la storia praticamente è finita. si conoscono sul giornale, si scrivono poesie d'amore, vanno avverso al destino e ai parenti e prendono e scappano davvero. poi siccome lei era tisica, come andava di moda all'epoca (se c'era una malattia non mortale non te la potevi fare scappare) se ne sono venuti qui a firenze chè c'era il bel clima e il sole'
'nà vorta!' dico l'ovvietà.
'non ci sono più le mezze stagioni, signora mia. insomma, per dire, sono seppelliti qui. insieme. in questa tomba qua. non sono più tornati a casa.' e io guardo questo scafandro rettangolare posizionato in alto come a farlo vedere meglio anche da quelli più indietro, come se chi l'ha messo prospettasse una folla e invece non c'è nessuno. ci siamo solo io e giovanni. e la guardiana. e il suo grosso cane. e cazzo, penso, una folla che guarda una cosa del genere ci starebbe bene. se anche virginia woolf e liz taylor si sono scomodate qualcosa ci dovrà pur essere. un amore che dura nei secoli dei secoli amen, e che ce la fa a superare tutte le difficoltà. per due che si sono innamorati delle loro parole. dedicate a nessuno. nell'ignoranza l'uno dell'atra. e poi l'hanno trovato.
guardo giovanni con la sua faccia da punto esclamativo e interrogativo tutti insieme e mi chiedo se ha pensato la stessa cosa che io ma non mi serve chiedermelo, l'ho inventato io e quindi lo so che è così. e infatti gli faccio 'giovà, mi hai portato a vedere gli eredi di shakespeare, che già ho visto tra l'altro, e manco siamo andati a guardare la tomba e mò mi hai raccontato sta storia di browning ed elizabeth barrett, che ti ho raccontato io. e non era elizabeth taylor, era norma shearer. e quindi che era che mi dovevi dire?'
e lui 'fottiti. ah ah ah'
ci casco sempre.


secreto da Ossignore | 22/12/2007 02:14 | | popup-commenti (36) and perma-commenti (36)

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mercoledì, dicembre 19, 2007

giovanni.
una volta conoscevo uno che si chiamava giovanni che viveva nel suo accappatoio. era rosso ed era liso. gliel'aveva regalato sua madre quando lo aveva mandato, già fuoricorso, all'università.
giovanni aveva un appartamento vecchio di cent'anni, che non era suo, e che li dimostrava tutti, gli anni che aveva. la cucina era uno spettacolo. le piastrelle erano mezze rotte, di colore verdino piastrella da cesso, appunto, solo che stavano in cucina. il forno non funzionava e il filo della presa era quasi consumato dalla polvere e dal grasso unto. sul tavolo c'era ogni cosa, compresa quella che sarebbe diventata la raccolta di immondizia della settimana. e per terra c'era la muffa, macchie di unto e di umido su cui si incastravano i ricciolini della polvere e dei peli di giovanni stesso fino a fomare un gregge di pecorelle nere e cattive che non vanno via dal pascolo nemmeno al richiamo del pastore.
una volta giovanni mi ha raccontato che verso pasqua un qualche tempo era passato il prete con il chierichetto, o vattelapesca chi l'accompagnava, tipo robin con quel batman là. e lui gli aveva aperto. dice il prete voleva entrare per fare la benedizione delle palme, e lui in accappatorio gli fa 'prego, si accomodi', e che aveva guardato il prete entrare in quel casino infernale senza fare pio mentre quello schizzava goccioline d'acqua per ogni dove: pecorelle d'unto e pelucchi nuove, probabilmente, ma non le ha mai mappate. faceva la stessa cosa con quello del contatore dell'acqua, con quelli della caldaia eccetera eccetera. li faceva entrare a fare le loro cose e li guardava comportarsi facendo finta di niente.
probabilmente teneva la casa così solo per vedere come reagiva la gente.
io la casa di giovanni la amavo. svisceratamente, proprio perchè non c'era un buco su cui sedersi, a meno che non ti mettevi e spostavi robe sul tavolo dell'immondizia.
un giorno giovanni finì per caso gli esami del suo corso di studi, dovette laurearsi e abbandonare per un giorno intero l'accappatoio liso. la cosa gli piacque oltremodo, e fu così che prese a lavorare, cambiò appartamento, ciclo circadiano, e se ne andò.
per quanto adesso faccia, e qualsiasi cosa faccia, non riuscirà più ad essere il quodam giovanni che era allora.
peccato.


secreto da Ossignore | 19/12/2007 18:52 | | popup-commenti (22) and perma-commenti (22)

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comments for.
a me di questo natale non me ne frega un cazzo, e così di una serie di altre cose. e faccio un bel 'lalalalala' così non ora non qui non in questa pingue immane frana. non è nemmeno assurdo, è che non sta succedendo a me e non lo sto vivendo io. e infatti, se così anche fosse, sarei completamente sola. così sola a viverlo e vederlo succedere, che sarebbe ugualmente come se non fosse. e allora non è. non è stato. e se c'ero dormivo e sognavo. ed era un incubo. e questo è quanto. per il resto, tutto bene. ogni ora di più. la cosa positiva è che sono seria. e tanto mi basta.


secreto da Ossignore | 19/12/2007 18:13 | | popup-commenti and perma-commenti

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